Il ritorno degli spazi definiti: perché i soggiorni open space stanno diventando sempre più popolari

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Per due decenni, i soggiorni open space hanno dominato il design della casa. Ora è in corso un cambiamento silenzioso ma significativo. Sia i proprietari di case che i progettisti stanno rivalutando i vantaggi di spazi estesi e indivisi a favore di layout più intenzionali e segmentati. Questo non è necessariamente un rifiuto dell’apertura, ma un movimento verso l’equilibrio : un desiderio di connessione e di privacy all’interno della casa.

Il fascino in evoluzione dell’apertura

L’era delle planimetrie completamente aperte forse sta tramontando, ma non sta scomparendo. La designer Melanie Grabarkiewicz spiega che mentre i proprietari di case apprezzano ancora l’aspetto sociale della vita aperta, c’è un crescente bisogno di separazione funzionale. La pandemia probabilmente ha accelerato questa tendenza, poiché molte case sono raddoppiate come uffici, aule e centri di intrattenimento, una sfida per gli spazi indivisi.

La chiave non è eliminare del tutto l’apertura, ma perfezionare il modo in cui viene espressa. Le persone vogliono ancora essere vicine le une alle altre mentre sono impegnate in diverse attività, ma hanno anche bisogno di zone dedicate per il lavoro, il relax o attività mirate.

Tre tendenze di layout che rimodellano la casa moderna

I progettisti vedono emergere tre approcci distinti come alternative al concetto di apertura totale:

1. Re-immaginazione storica: adattamento delle strutture esistenti

Molti proprietari di case scelgono di lavorare con l’architettura esistente invece di demolirla per un moderno open space. Ciò è particolarmente comune nelle case costruite tra l’inizio del 1900 e gli anni ’70. Le sale da pranzo formali vengono spesso riproposte in uffici domestici o spazi flessibili multiuso, mentre le aggiunte creano un migliore flusso tra le zone giorno senza sacrificare stanze definite. Questo approccio privilegia la funzionalità e la conservazione rispetto alla ricostruzione radicale.

2. Definizione sottile: zonizzazione all’interno dell’apertura

I layout aperti espansivi e dai soffitti alti degli anni ’90 stanno lasciando il posto a un approccio più sfumato. I progettisti ora utilizzano trattamenti per soffitti, posizionamento di mobili e tappeti per definire visivamente le zone all’interno di uno spazio aperto. Questo crea un senso di struttura e calore senza i rigidi confini delle pareti. L’obiettivo è creare aree distinte che servono a scopi diversi mantenendo il flusso generale.

3. Zone ben definite: sfumare i confini, non eliminarli

Molti proprietari di casa desiderano spazi abitativi che offrano sia connessione che chiarezza mentale. Avere una cucina, un soggiorno e uno spazio di lavoro che confluiscono l’uno nell’altro può rendere difficile il passaggio da un’attività all’altra. La soluzione? Creazione di divisioni morbide attraverso built-in, pareti parziali o aree funzionali condivise come stazioni di bevande. Ciò mantiene la continuità visiva stabilendo confini chiari tra le zone.

“I migliori progetti oggi bilanciano il flusso con la struttura, creando movimento che ti guida naturalmente attraverso la casa mantenendo la sinergia da un’area all’altra”, afferma l’interior designer Jeff Andrews.

In definitiva, l’abbandono dei piani aperti a tutto campo non riguarda la regressione, ma l’adattamento al cambiamento delle esigenze. Il proprietario di casa moderno desidera case che siano allo stesso tempo connesse e funzionali, spazi che supportino una serie di attività senza sacrificare il comfort o la chiarezza. Ciò significa andare oltre gli estremi e abbracciare un approccio più equilibrato al design degli interni.